A scanso di equivoci …

… così, tanto per non farci prendere in giro da quanto dichiarato dal Ministro degli Interni:

  1. l’intera operazione di espatrio della Signora Shalabayeva e di sua figlia è stata condotta dall’inizio alla fine dalla rappresentanza diplomatica del Kazakhistan;
  2. per l’intero periodo, mezzi e uomini della polizia di Stato sono stati messi (da chi? un’idea ce l’avrei …) agli ordini della precitata ambasciata;
  3. nessuno tra i massimi vertici del Viminale ha ravvisato irregolarità formali e sostanziali nella procedura, se non a operazione conclusa;
  4. nessuno ha manifestato curiosità o sorpresa nel trovare il domicilio della Signora Shalabayeva già sotto sorveglianza. Sorveglianza portata avanti da tre italiani, incaricati da una ditta israeliana. Per conto di chi? Mistero;
  5. a irruzione compiuta, nessuno tra i partecipanti (39, come dichiarato dal Capo della Polizia) si è stupito di non aver trovato l’obiettivo dell’intera operazione, ossia il “pericoloso latitante” kazako tale Ablyazov Mukhtar. Come se, in realtà, l’unico target fosse stato sin dall’inizio proprio la signora assieme a sua figlia.

Questo governo, ricordo, è quello che dovrebbe portarci fuori dal baratro e fare tante altre  belle cose …

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