Aspettando la scissione …

… L’Espresso – 27 febbraio 2014

“Movimento 5 Stelle vicino alla scissione. La cacciata dei dissidenti scatena il caos.

 

La Repubblica – 27 febbraio 2014

“M5S, la scissione dei dissidenti, pronti i gruppi autonomi: Possiamo sostituire l’NCD”.

 

ANSA.it – 27 febbraio 2014

“Espulsi i dissidenti, ora M5S a rischio scissione!.

 

Già in occasione delle precedenti espulsioni (caso Gambaro, ad esempio) il mondo dell’informazione ebbe modo di dare sfoggio della sua innata propensione a mescolare la realtà con la fantasia. Soprattutto quando si tratta di sviare l’attenzione da argomenti gravi e\o analizzare con il microscopio elettronico le manchevolezze del M5S.

 

Anche nel caso attuale, i giornalisti lasciano libero corso all’immaginazione (sempre fervida e pronta all’impiego) , ovvero rilanciano come fatto oramai avverato o come di imminente accadimento la scissione del Movimento a seguito dell’espulsione di 4 senatori. Che siano dotati di capacità divinatorie? Che dispongano di una sfera di cristallo?

Dai giornalisti pretendo ed esigo informazioni basate su fatti accertati ed inequivocabili. Non mi interessano le sviolinate al potente di turno o le elucubrazioni mentali atte a dimostrare teorie strampalate. Se un domani il Movimento si scinderà in due o più parti allora, e solo allora, i giornalisti potranno e dovranno parlare di spaccatura profonda, di caos al suo interno, di scissione inarrestabile. Ora no.

L’uomo delle banche …

… il giorno 7 gennaio 2014 la banca elvetica UBS ha pubblicato il suo “outlook 2014”, ossia l’analisi delle linee di tendenza economiche per l’anno in corso.

A pagina 4 si dice: “Last but not least, unless Matteo Renzi manages to materially change the reform situation in Italy, the most important peripheral country will likely see less wiggle room for negotiating its 2015 budget with the EU Commission.”

Traduzione “Tuttavia la Grecia può godere di una quota generosa dei fondi di coesione dell’Unione europea, in modo che la sua economia dovrebbe essere in grado di crescere nel 2014. In Italia, invece, a meno che Matteo Renzi riesca a modificare sostanzialmente il percorso delle riforme, il più importante dei paesi periferici, ci sarà probabilmente meno spazio di manovra per negoziare il suo bilancio 2015 con la Commissione europea..”

A pagina 10 si dice inoltre: “This paralysis will likely lead to more pressure from the EU Commission for the country to reduce its government debt-to-GDP ratio to 60% of GDP, which will likely limit the leeway for the 2015 budget at the least, unless Matteo Renzi manages to turn around the reform path.”.

Traduzione: “Questa paralisi porterà probabilmente a una maggior 
pressione da parte della Commissione europea sul governo per la riduzione del rapporto debito-PIL al 60%, che sarà probabilmente limiterà il margine di manovra almeno per il bilancio 2015, a meno che Matteo 
Renzi non riesca a modificare il percorso di riforma.

Per i distratti dall’incontro\scontro\monologo tra Renzi e Grillo di ieri faccio presente che: a) un tale documento non viene predisposto nell’arco di una notte, ma richiede non meno di 2 settimane lavorative; b) quali informazioni disponeva, a fine dicembre 2013, la banca elvetica UBS da renderla certa che in Italia Renzi sarebbe diventato il Presidente del Consiglio? c) nello stesso documento e sempre a pagina 10 si dice che il costo del lavoro dovrà essere ridotto del 10% per ridare competitività. Ne avete sentito parlare? E a chi pensate saranno tagliati gli stipendi del 10%? Ai parlamentari?

Nel frattempo, mi raccomando, continuate pure a seguire l’appassionante analisi psicologica messa in atto dai quotidiani come “La Repubblica” e\o il “Corriere della Sera” su quel cattivone di Grillo …

P.S.: per i malfidenti il link per il documento della UBS è il seguente:

http://www.ubs.com/us/en/wealth/_jcr_content/par/columncontrol_352a/col1/linklist_14c2/link_0.447986739.file/bGluay9wYXRoPS9jb250ZW50L2RhbS9XZWFsdGhNYW5hZ2VtZW50QW1lcmljYXMvZG9jdW1lbnRzL2V1cm96b25lLWVjb25vbXktMjAxNC0wMS0wNy0yMDE0LW91dGxvb2sucGRm/eurozone-economy-2014-01-07-2014-outlook.pdf

Ladri di democrazia …

… scorrendo le notizie di questi ultimi giorni, concernenti i cambio di Presidente del Consiglio, sorgono non pochi dubbi circa il rispetto della Costituzione e dei valori della democrazia. Infatti abbiamo:

  • un Presidente del Consiglio che non è stato “sfiduciato” da una o da entrambe le Camere, così come stabilito dall’Art. 94 – comma secondo della Costituzione;
  • un Presidente del Consiglio “sfiduciato” (io direi … sfanculato) da un voto della Direzione del suo partito. 136 membri della Direzione del PD che decidono le sorti dell’Italia, prevaricando le funzioni e i poteri del Parlamento;
  • un Presidente del Consiglio dimissionario che non ha ritenuto necessario informare il Parlamento e spiegare i motivi della sua decisione;
  • un Presidente della Repubblica che, ricevute e accettate le dimissioni dell’oramai ex Presidente del Consiglio, ha subito avviato le consultazioni.

Ciliegina sulla torta … il Parlamento, che voterà la fiducia al Governo Renzi, lo farà senza aver, in precedenza, dibattuto e votato la sfiducia al Governo Letta. Avremo, almeno sulla carta, due Governi: quello presieduto da Letta e quello di Renzi. Il tutto alla faccia  nostra, della Costituzione e dei principi della democrazia.