Quale capitalismo … ?

… quale capitalismo vogliamo?

Quello in cui il lavoro viene retribuito in modo corretto e in cui si rispetta la persona oppure vogliamo il capitalismo che sfrutta (schiavizza rende meglio l’idea) il lavoratore e non ne rispetta i diritti fondamentali ?

Vogliamo un capitalismo con il volto umano (alla Olivetti, per intenderci) oppure vogliamo vivere in un sistema (alla Marchionne) in cui il singolo non è altro che un numero, un semplice moltiplicatore di benefici di poche persone?

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Mala informazione …

… quello che le anime belle, presenti nella varie redazioni dei TG e dei quotidiani, hanno (volutamente?) omesso di raccontare, presi com’erano dal lanciare la notizia che Di Battista “capisce” i terroristi, non costituisce semplice corollario. Anzi.

L’intero post, scritto dal deputato M5S, consta di 2856 parole. Di queste sono state scelte (con cura?) e decontestualizzate solo quelle in grado di provocare una forte reazione emotiva. Leggere parole come “Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana” non può lasciare indifferenti. La reazione negativa è automatica.

Per chi non accetti la pappa preconfezionata e voglia farsi un’idea in modo autonomo, la lettura dell’intero post riserva parecchie sorprese, tra cui:

“4) L’Italia dovrebbe trattare il terrorismo come il cancro. Il cancro si combatte eliminandone le cause non occupandosi esclusivamente degli effetti. Altrimenti se da un lato riduci la mortalità relativa da un altro la crescita del numero di malati fa aumentare ogni anno i decessi. E’ logico! Vanno affrontate le cause. Si condanna in Nigeria Boko Haram ma si tace di fronte ai fenomeni di corruzione promossi da ENI che impoveriscono i nigeriani dando benzina alle lotte violente dei fondamentalisti.”

o come questa …

6) Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E’ triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un’azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno.”

Per concludere, ricordo una massima di Sun Tzu:

“Se conosci il nemico e conosci te stesso, nemmeno in cento battaglie ti troverai in pericolo. Se non conosci il nemico ma conosci te stesso, le tue possibilità di vittoria sono pari a quelle di sconfitta. Se non conosci né il nemico né te stesso, ogni battaglia significherà per te sconfitta certa.”

Conoscere o capire il nemico non significa stare dalla sua parte … qualcuno lo spieghi a quelle anime belle delle redazioni.

Le scatole nere del volo MH17 della Malaysia Airlines …

… ma le scatole nere, del volo MH17 della Malaysia Airlines abbattuto nei cieli dell’Ucraina, che fine hanno fatto?

Dal giorno del loro ritrovamento (18 luglio 2014) non ci sono più stati aggiornamenti. Tutto tace, anzi tutti tacciono e sorgono dubbi in merito a questo inusuale silenzio.

Le scatole nere sono a tal punto danneggiate da avere compromesso i dati contenuti al loro interno? Le scatole sono state manomesse dagli armigeri filo russi? Le scatole contengono dati la cui pubblicazione renderebbe difficile la gestione da parte degli USA della crisi in Ucraina? I dati dimostrerebbero che l’aereo venne intercettato da un aereo (ucraino?) e non abbattuto da un missile?

Vediamo quanto tempo trascorrerà prima che i dati vengano resi di pubblico dominio.

Riforma (ennesima) dello Statuto dei lavoratori …

… “Riscrivere lo Statuto dei Lavoratori pensando a chi non ha tutele”, questa la volontà del Presidente del Consiglio.

Traduzione: togliere diritti a chi ne ha ancora per portarlo alla condizione desiderata, ossia di schiavo.

La crisi NON deriva dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma è la diretta conseguenza di scelte sbagliate da parte di banche (private).

Tutta colpa del debito pubblico …

… Fonte: Il Tempo del 30 luglio 2014 – Alberto Bagnai

“L’allarme di Confcommercio sulla pressione fiscale merita un commento. Certo, in Italia la pressione fiscale è elevata, e lo è anche perché ci sono molti evasori, che commettono reato e vanno perseguiti. Detta questa cosa, sacrosanta ma ovvia, evitiamo due errori ideologici. Il primo consiste nel credere che la nostra sia una crisi di debito pubblico, causata dagli evasori, che non pagando le tasse avrebbero fatto lievitare il debito. Le cose non stanno così: i dati mostrano che prima della crisi il debito italiano diminuiva costantemente (-10 punti di Pil dal 1999 al 2007), eppure l’evasione c’era! Il vicepresidente della Bce ha ricordato nel maggio scorso che la crisi è stata causata dall’imprudenza delle banche private, che ora devono essere salvate coi soldi dei contribuenti. La crociata contro il barista che non fa lo scontrino è una delle tante armi di distrazione di massa che i governi stanno usando per nascondere le cause della crisi (un’altra è la “riforma” del Senato). Il secondo errore consiste nell’affermare che i problemi si risolverebbero tagliando la spesa per tagliare le tasse. Intanto, la spesa pubblica italiana in proporzione al Pil storicamente è in media con quella europea: gli sprechi vanno combattuti, ma non c’è alcuna evidenza seria di spesa “eccessiva”. Poi, la spesa pubblica si rivolge comunque all’acquisto di beni privati, quindi è reddito privato. Qualsiasi manuale di economia spiega che in recessione i tagli, pur se accompagnati da diminuzioni di tasse, sono nefasti, perché riducono il denaro in circolazione. Insomma, chiedendo di tagliare la spesa pubblica, il dott. Sangalli chiede anche di ridurre gli incassi dei commercianti. Gli auguriamo di fare sul tema una riflessione più approfondita, prima che la facciano i suoi associati.”

La crisi del 2008 è stata provocata dal fallimento di uno Stato sovrano o da quello della banca (privata) Lehman Broothers? Domanda facile, tranne per chi ritiene che sia solo ed unicamente colpa del debito pubblico.

Crisi 2.0 …

… Fonte: Ticinolive.ch – data: 8 agosto 2014

“Il quotidiano britannico The Telegraph scrive che la Federal Reserve ha messo in guardia diverse banche: la versione 2.0 della crisi del 2008 è in agguato, visti i rischi presi da taluni istituti finanziari. La nuova crisi finanziaria verrà scatenata dalle stesse banche.

La messa in guardia riguarda 11 grandi istituti finanziari che nel caso di un fallimento hanno comunicato piani di risoluzione della crisi assolutamente inefficaci. Si tratta di JP Morgan Chase, Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America, Bank of New York Mellon, Barclays, Citigroup, Credit Suisse, Morgan Stanley, State Street e UBS.

“Le banche non sono assolutamente pronte – scrive la Fed in un comunicato – Quanto hanno elaborato in caso di default porterà inevitabilmente a una nuova crisi finanziaria mondiale. I loro piani propongono unicamente soluzioni assurde o un supporto diretto o indiretto dei soldi pubblici.”

Ricapitolando: nonostante si paghino ancora adesso le follie finanziarie sfociate nella crisi del 2008, i principali autori del disastro sono sempre lì a sollazzarsi con prodotti di dubbia solidità. Non contenti di ciò, indicano come valida soluzione per i problemi da loro creati sempre e comunque i soldi pubblici!

Mi raccomando, continuiamo a credere che la crisi sia il risultato del debito pubblico, così ci faremo buggerare (l’ombrello di Altan rende meglio l’idea … ) per la seconda volta e allo stesso modo.

Le regole sono uguali per tutti (ma non per la Germania) …

… fonte: La Repubblica.it  del 5 luglio 2014

Regole Ue, anche la Germania inadempiente: troppo surplus commerciale

Berlino sfora il tetto imposto dai trattati (non dovrebbe essere oltre il 6%), ma la Ue non si muove. I tedeschi oltre la soglia da 5 anni. Invece Italia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno cancellato i disavanzi

La crisi dell’euro è arrivata e (apparentemente) se n’è andata lasciando dietro di sé una scia di regole nuove. Ci sono quelle sui conti pubblici. Poi ci sono quelle di nuova generazione sui cosiddetti “squilibri macroeconomici”. Possono avere senso dopo l’esperienza di questi anni, eppure c’è un Paese che sembra godere di un’esenzione speciale: la Germania.

La prima economia dell’area è in aperta violazione delle procedure, eppure non solo non sembra preoccuparsene: neppure la Commissione europea o gli altri governi, Italia inclusa, fanno molto per ricordarlo. Le ultime raccomandazioni europee ai vari Paesi spiccano per il silenzio che circonda questa strana situazione.

Di che si tratta? Quando nel 2011 la zona-euro ha creato il “six pack”, in quel pacchetto di sei regole per evitare nuove tempeste in futuro non c’erano solo vincoli di finanza pubblica. La crisi era anche frutto di squilibri negli scambi con l’estero delle varie economie. Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Italia erano in rosso da tempo.”

…già, perché la Germania può ignorare quanto altri devono rispettare in modo scrupoloso e attento?

Anziché strisciare ai piedi della Commissione europea o battere i tacchi ad ogni ordine impartito via telefono da Frau Merkel, perché non impostiamo una bella discussione del tipo ” Carissima Angelina, se e quando troverai il tempo per osservare i vincoli che tu stessa hai imposto, noi troveremo il tempo e le risorse finanziarie per stare sotto il 3% di deficit”.

Uno dei cardini del diritto internazionali è il diritto di reciprocità, ossia, tu fai una cosa a me e io faccio una cosa a te. Chiaro?

Che dite, troppo difficile per le mammolette che dovrebbero pensare al bene dei cittadini italiani mentre, in realtà, si occupano solo dei c@@@i loro?