Riforma (ennesima) dello Statuto dei lavoratori …

… “Riscrivere lo Statuto dei Lavoratori pensando a chi non ha tutele”, questa la volontà del Presidente del Consiglio.

Traduzione: togliere diritti a chi ne ha ancora per portarlo alla condizione desiderata, ossia di schiavo.

La crisi NON deriva dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma è la diretta conseguenza di scelte sbagliate da parte di banche (private).

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2 thoughts on “Riforma (ennesima) dello Statuto dei lavoratori …

  1. Ho conoscenza diretta di chi, avendo con altri una determinata somma, ha studiato la possibilità di creare una società che avrebbe dato lavoro a una quindicina di persone. Ma lo studio ha evidenziato tali e tanti condizionamenti da far desistere e optare per una banca svizzera, operante in Italia, affinché amministrasse tali denari in vista di eventuali tempi diversi. La sinistra non comprende che quello che va tutelato è il denaro posseduto, dall’utilizzo del quale discendono gli investimenti. Ma se uno, che parte con quindici dipendenti, non può contrarre la forza lavoro se le regole del mercato lo impongono, allora anziché privarsi, poniamo, di 3 persone, semplicemente non investe e fa altro, per cui 15 sono a spasso. Le banche imprestano i soldi in presenza di una ragionevole certezza di restituzione. Manca in Italia la fiducia perché l’economia di Stato è fallita ma troppi non si sono convertiti al libero mercato. Assunto un giorno, assunto sempre: questa sciocchezza che si vorrebbe far passare ottiene il risultato che non venga assunto.

  2. … la presenza dell’Art. 18 dello Statuto dei lavoratori non ha, in questi ultimi anni, impedito le migliaia di licenziamenti che sono stati fatti in nome della crisi. Quindi, affermare che la presenza di detto articolo condiziona (pesantemente) la possibilità di investimenti non trova corrispondenza nei fatti. Non si avvia un’attività perché si può licenziare a proprio piacimento ma, invece, perché si vuole vendere un prodotto o un servizio.

    Per assurdo, si potrebbe anche disporre di schiavi (il cui costo sarebbe prossimo a zero) che le cose non cambierebbero. Inutile produrre a costi limitati prodotti che nessuno compera. Perché il problema attuale non è nell’offerta bensì nella domanda, oramai in via di estinzione in Italia.

    Anche in tempo di crisi vale sempre la vecchia regola della domanda e dell’offerta …

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