Il problema non è l’offerta, bensì la domanda …

… Roma, 23 set. (Adnkronos) – Agire sulla leva della domanda per riavviare l’occupazione. Il premio Nobel 2001 per l’economia Joseph Stiglitz conferma che continuare a insistere sui meccanismi della flessibilità e sulla deregolamentazione del mercato del lavoro (come si sta facendo nei Paesi dell’Eurozona) non genera nuovi posti di lavoro. “Si è parlato tanto delle riforme strutturali dei Paesi Ue. Ma non tutti i cambiamenti -ha affermato Stiglitz nelle lectio magistralis che ha tenuto nel pomeriggio all’Auletta dei gruppi Parlamentari della Camera- sono corretti, alcuni non lo sono. La gente quando vede l’etichetta ‘riforma’ pensa che sia automaticamente una cosa positiva, in realtà, questa etichetta può nascondere cose negative”. “Attualmente -ha aggiunto- le riforme strutturali sono quasi tutte viste dal lato dell’offerta ma non è questo il problema. Il problema è la domanda. Se si abbassano retribuzioni, stipendi e pensioni, se si indeboliscono gli ammortizzatori sociali, scenderà la domanda aggregata e si inaspriranno i problemi dell’occupazione e il quadro macroeconomico. Ci sono momenti in cui le riforme indeboliscono ancora di più l’economia. I Paesi che hanno mercati del lavoro molto flessibili non hanno evitato la crisi”.

Beninteso il passaggio in neretto non è stato divulgato dai ripetitori del pensiero unico, perché la vera notizia era la seguente dichiarazione di Stiglitz: “Il premier Matteo Renzi sta facendo nel complesso le cose giuste ma le sue mani sono legate”. Questa, invece è stata ripetuta per bene … 

Ma non finisce qui. Sempre Stiglitz, circa il fumoso accordo commerciale TTIP, risulta molto chiaro: “L’accordo di libero scambio tra Ue e Stati uniti è iniquo. L’Europa non dovrebbe firmarlo”. Lo sostiene Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, cha ha parlato del l Ttip nel corso di una lectio magistralis nella nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera. Alla domanda di eunews sui motivi per i quali l’accordo non dovrebbe essere sottoscritto, il professore spiega che “si tratta di un accordo la cui intenzione sarebbe di eliminare gli ostacoli al libero commercio. Tuttavia – aggiunge – gli ostacoli al libero scambio sono le regole per la tutela dell’ambiente, della salute, dei consumatori, dei lavoratori”.

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