1° Maggio …

… il 1° maggio più che una festa sembra essere sempre più un requiem, un funerale per ciò che è stato e non sarà più.

C’è poco da festeggiare quando le uniche soluzioni sono sempre a danno dei lavoratori. I diritti, considerati erroneamente acquisiti, vengono abrogati in nome della crisi, della competitività, della produttività, del dio denaro, dell’Europa.

Eppure, se ogni tanto andassimo a leggerci la nostra cara Costituzione, scopriremmo articoli interessanti, che delineano doveri in capo allo Stato ai più sconosciuti.

Non vi è solo l’Art. 1 – comma 1 “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, ma abbiamo anche l’Art. 36 – comma 1 “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza LIBERA e DIGNITOSA“.

Ho evidenziato in grassetto le due paroline che i tanti personaggi alla Monti, Fornero, Poletti, Renzi VOLUTAMENTE ignorano.

Non c’è bisogno di fare una rivoluzione: basterebbe “solo” (sic!) applicare quanto i nostri padri costituenti scrissero.

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