Le menzogne sulla Grecia …

… (…) I greci sono sfaticati e lavorano poco;

I greci vanno in pensione a 50 anni;

Lo Stato greco spende più di quanto incassa;

La Grecia non ha fatto le “riforme”;

Se la Grecia andasse incontro ad un default e successivamente uscita dall’euro (sostanzialmente accordo di cambi fissi) andrebbe verso un terreno inesplorato, un evento mai accaduto nella storia;

La Grecia si è indebitata per fare spesa pubblica allegra;

Con la possibile vittoria del NO al referendum di domenica 5 luglio e l’ipotetica uscita di Atene dall’area euro, si sta verificando una fuga dei capitali;

L’Europa ha dato liquidità per “salvare” i greci. (…)

Tutto vero? …No, tutto manipolato per dare la stura al livore di ognuno di noi. Se siete curiosi di capire, leggete questo post di “scenarieconomici.it”. Sono 5 minuti spesi bene.

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11 thoughts on “Le menzogne sulla Grecia …

  1. I prestiti vanno restituiti. La cosiddetta ristrutturazione del debito richiesta dall’inadeguato Tsipras presuppone che un’autorità terza, quella europea, stabilisca che alcuni Stati rinuncino alla restituzione di denari imprestati alla Grecia, penalizzando così i propri residenti.
    Queste tabelle non centrano il problema.
    L’Europa è tutta da rivisitare, ma i debiti si pagano.
    Eppoi non mi piace , in questo caso, il termine Grecia: ci si deve riferire a un pugno di politicanti post-stalinisti senza arte né parte in politica ed economia che dovrebbero andare a giocare a bocce e lasciar fare ad altri, anziché sobillare con una pietosa demagogia la categoria greca di quanti non capiscono nulla.

    • … già in passato è avvenuto che un debito di un Stato venisse ridimensionato, in modo da rendere possibile la sua restituzione. Certo, questo avvenne su base volontaria, ma i risultati furono positivi. Nel 1953 venne dimezzato il debito di guerra della Germania e da quel momento in poi la sua economia iniziò a volare. Quindi, perché ostinarsi su posizioni intransigenti con il rischio di non vedere un Euro restituito?
      I debiti si pagano, ma c’è modo e modo. In questo caso l’Unione europea si è dimostrata meschina e molto egoista. Lo Stato più intransigente è proprio quello che nel 1953 ha fruito di una miracolosa rimodulazione del suo debito. Cosa sono 300 miliardi di Euro (più o meno l’ammontare del debito greco) rispetto alle miglia di Euro di danni di guerra che la Germania doveva a mezza europa????

      • Non si possono fare riferimenti a 62 anni fa, al massimo valgono moralmente.
        Comunque l’Italia ci perderebbe una somma con danno dei non abbienti italiani.

      • Aggiungo: la famiglia di Pippo impresta soldi alla famiglia di Pluto.
        La famiglia di Pippo deve ricevere cosa non avrebbe imprestato se avesse saputo che non sarebbe stato restituito.
        Al limite, è la famiglia di Pippo che valuta un’eventuale “sconto” alla famiglia di Pluto.
        E’ da clinica psichiatrica dare credito al fatto che possa essere la famiglia di Pluto a stabilire se e quanto restituire!

  2. … la famiglia Pippo (le banche tedesche e francesi) presta tanti soldi a Pluto (Greca). Pippo è al corrente che Pluto ha taroccato i suoi conti (Prodi lo ha dichiarato il 6 maggio 2015: Germania e Francia erano al corrente dei conti falsificati della Grecia) ma gli presta comunque i soldi. Perché?? Chiunque sano di mente non presterebbe mai a uno che falsifica i propri conti. Ma Pippo lo fa lo stesso. Risulta fin troppo comodo parlare male del debitore insolvente. Ma se parlassimo dei creditori inetti e imbecilli (banche tedesche e francesi) che hanno prestato con una avventatezza incredibile? La Grecia non li ha costretti armi in pugno a farsi dare i soldi. Sono loro che non hanno valutato con il dovuto giudizio la situazione. Sarebbe bastato un semplice no e nulla di quanto avviene adesso sarebbe mai esistito.

    • In questa Valle di psicoastenici, bisogna applaudire all’iniziativa di camosciobianco di aprire dibattiti.
      Io stimo le persone in relazione al loro utilizzo effettivo del cervello, indipendentemente dalla convergenza mia o meno con le idee esternate da chicchessia; quindi stimo camosciobianco.
      Ciò premesso, noto l’impossibilità di confronto sul tema Tsipras (altro dal tema Grecia, in un referendum vince sempre il più acritico populismo) quando si forniscono le motivazioni sovrastanti sul debito: sono concetti che non stanno né in cielo né in terra, per cui mi defilo in merito.

      • … ti allego un estratto da un articolo pubblicato su di un sito francese (o belga?) di economia. L’intero articolo lo trovi a questo indirizzo: http://www.economiematin.fr/news-grece-grexit-tsipras-europe

        (…) Le prêteur est responsable du prêt qu’il octroie. C’est son problème. C’est son risque. Prêter à la Grèce, un pays qui ne « sait pas lever l’impôt », est une absurdité financière liée à l’euro. Les « zinvestisseurs », les banquiers ont cru à raison qu’en prêtant à la Grèce, membre de l’eurozone, ils ne risquaient plus rien car la solidarité de tous fonctionnerait. Ils ont eu raison.
        Désormais, ce ne sont plus les banquiers qui détiennent les créances grecques mais nous, les contribuables européens, à qui ils ont refilé le bébé avec la complicité de la classe politique de chaque pays et de nos europathes de Bruxelles.
        Je rappelle au passage qu’en droit, il existe la notion de « soutien abusif bancaire »… En clair, un banquier n’a pas le droit de prêter à quelqu’un qui n’est pas solvable ou qui n’est pas en mesure de rembourser. Et c’est exactement ce que prouvent les avocats dans les cas de surendettement des gens en France, pour obtenir l’abandon de l’obligation de remboursement par l’endetté. Et vous comprendrez aussi que c’est exactement la situation de la Grèce. Dans cette histoire, tout le monde est responsable.
        Nous aurions pu choisir le chemin de la générosité et du partage (même assorti de conditions difficiles mais justes) et l’Europe aurait pu réussir et fonctionner, donner de l’espoir et être respectueuse de la démocratie et des peuples.
        Nous avons choisi, sous la pression allemande et américaine, le chemin de la crise et, disons-le, désormais de la destruction de la monnaie unique. (…)

        Questo per quanto riguarda le “sovrastrutture economiche.

        Per quanto riguarda il populismo insito nei referendum … è una contraddizione nei termini. Perché mai non bisognerebbe interpellare i cittadini su argomenti importanti? Perché la cosa potrebbe risultare populista? Allora in Svizzera sono tutti populisti, visto e considerato la frequenza dei loro referendum? Non mi pare sia il caso.

      • In CH si fanno referendum “asettici” relativamente al portafoglio.

    • Si parla di populismo, inesistente in CH perché i referendum non toccano i portafogli come in Grecia relativamente alle restituzioni.

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