Legittima difesa – II …

… una notizia passata sotto traccia all’epoca (2 aprile 2015), dai nostri cari ripetitori del pensiero unico. Una notizia che andrebbe ripetuta in questi giorni, in cui i quotidiani e le televisioni sgomitano sull’argomento “legittima difesa”.

Il 2 aprile 2015, è entrata in vigore una riforma che “Scalfisce un moloch, quello dell’obbligatorietà dell’azione penale per i reati minori, che negli anni ha fatto più danni che vantaggi alla celerità del sistema giustizia in Italia” (l’articolo de La Stampa è questo).

Tra i tanti reati “minori” vi è la violazione di domicilio … per chi non lo sapesse, la violazione di domicilio la commette il ladro che entra in casa. Bene, anzi male, dal 2 aprile 2015 il ladro può entrare in casa vostra senza incorrere automaticamente nella sanzione correlata al reato commesso. Per assurdo, potrebbe anche non essere condannato se non ruba niente …

Ecco come il governo dell’abusivo di Palazzo Chigi difende le proprietà dei cittadini italiani.

Legittima difesa …

Fonte: sentenza della Corte di Cassazione del 3 luglio 2014 (il link è questo).

Secondo i giudici della Cassazione penale, perché sussista l’uso legittimo della forza da parte dell’aggredito in casa sua, devono sussistere TRE fondamentali condizioni:

  1. Attualità dell’offesa;
  2. inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o dell’altrui incolumità;
  3. proporzionalità della reazione da parte dell’aggredito\derubato (guai ad ammazzare con un coltello da cucina un ladro disarmato … no, non è elegante).

Sempre secondo la Cassazione è compito del magistrato “accertare sempre la sussistenza del pericolo attuale, dell’offesa ingiusta e della inevitabilità della reazione difensiva” in modo tale da appurare che “la reazione a difesa dei beni è legittima solo quando non vi sia desistenza (il ladro persiste nel suo intento criminale, vuole proprio derubarvi, ma guarda te!) e sussista un pericolo attuale per l’incolumità fisica dell’aggredito o di altri”.

E ancora: “il ricorrente, accortosi che i ladri stavano fuggendo a bordo della propria auto, invece di porre in atto la reazione estrema effettivamente realizzata, sparando ad altezza d’uomo a poco più di tre metri di distanza, avrebbe potuto porre in essere una condotta meno dannosa, quale l’esplosione di un colpo in aria a scopo intimidatorio o l’esplosione di un colpo indirizzato alle ruote dell’auto, ugualmente idonea a mettere in fuga i malviventi, compresi quelli eventualmente rimasti all’interno dell’abitazione. Al contrario, l’imputato ha scelto volontariamente di sparare al parabrezza dell’auto dal quale era chiaramente visibile – tenuto conto dell’illuminazione del faro che gli permetteva di vedere chiaramente la sagoma del guidatore – la persona che era alla guida”.

Insomma, detto in parole povere, il legislatore e la giurisprudenza richiedono … esigono da parte del cittadino aggredito una freddezza di comportamento e una reazione degni di un incursore di marina o di un SAS. Nel nostro caso, il derubato avrebbe dovuto o sparare in aria per far desistere il ladro oppure centrare il pneumatico. Invece, sfiga sua, ha centrato il “povero” e “inerme” ladro con un colpo in pieno petto.

Quello che mi preoccupa è la totale, assoluta, completa, incapacità dei magistrati di valutare con cognizione di causa il mondo reale. Infatti, pretendere la “esplosione di un colpo in aria a scopo intimidatorio” oppure “l’esplosione di un colpo indirizzato alle ruote dell’auto” significa aver visto troppi film polizieschi.

Solo nei film il bravo spara per ferire e riesce a centrare una moneta a dieci metri di distanza. Solo nei film il semplice fatto di sparare un colpo in aria mette in fuga i cattivi. Uhhhh … che paura!  Solo nei film, l’eroe di turno estrae la pistola e brandendola minaccia il cattivo di turno … che se la dà a gambe levate. Solo nei film …

Nel mondo reale, invece, si spara al grosso del bersaglio, perché in situazioni ad elevato stress emotivo (leggasi PAURA) semplicemente si “re-agisce” … soprattutto se si viene svegliati di soprassalto, in piena notte, da un numero indefinito di malviventi.

Solo i reparti speciali, come gli incursori di marina, i Navy Seal o i SAS britannici, possiedono l’addestramento adeguato per gestire al meglio le situazioni più intricate e pericolose. Ma questo avviene dopo aver sparato migliaia di colpi ogni settimana per mesi interi, fino a rendere automatici alcuni gesti che, altrimenti, non lo sarebbero.

Morale: se vi entrano i ladri in casa o vi rinchiudete in una stanza (dotata di porta blindata) oppure scappate a gambe levate. Reagire è vietato, anche con un banale mattarello.

“Io so io e voi non siete un cazzo” …

… fonti: The Indipendent (l’intero articolo qui) e vocidallestero.it (il post è questo)

Intervistata dal quotidiano britannico, il Commissario europeo al TTIP (Signora Cecilia Malmström) ha dichiarato, circa le manifestazioni e gli oltre 3 milioni di firme raccolte dal referendum contro l’accordo, che proseguirà nel sostenere la validità e la necessità di simile atto.

A ciò ha aggiunto quanto segue:

“I do not take my mandate from the european people” ossia il mio mandato non dipende dai cittadini europei.  Detta in modo semplice: “io so io e voi non siete un cazzo”.

Ma, se la Signora Malmström non risponde al popolo europeo, a chi risponde?

La risposta viene data dal quotidiano britannico.

“Ufficialmente, i commissari dell’UE sono tenuti a riportare ai governi eletti dell’Europa. Ma la Commissione europea sta portando avanti i negoziati TTIP a porte chiuse senza un adeguato coinvolgimento dei governi europei, figuriamoci quindi quello dei parlamentari o membri del pubblico. I funzionari britannici hanno ammesso di essere stati tenuti all’oscuro durante i colloqui del TTIP, e che ciò rende impossibile il loro lavoro.

In realtà, come ha appena rivelato un nuovo rapporto di War on Want, la Malmström riceve gli ordini direttamente dai lobbisti delle aziende multinazionali che pullulano intorno a Bruxelles. La Commissione Europea non fa mistero del fatto che riceve istruzioni dalle lobby dell’industria come BusinessEurope e European Services Forum, proprio come una segretaria scrive sotto dettatura. Non sorprende che i negoziati TTIP sono impostati per servire gli interessi corporativi, e non i bisogni pubblici.”

L’Independent conclude in base a proprie fonti che sul TTIP gli ordini per le trattative arrivano direttamente da lobby industriali. E che il TTIP serve agli interessi delle multinazionali, non dei cittadini.

Occhio che se il TTIP viene approvato (l’abusivo di Palazzo Chigi ne è un fervido sostenitore … ) i nostri diritti saranno monetizzati e i beni pubblici e i servizi pubblici (ad esempio l’acqua o il sistema sanitario) saranno privatizzati. Tutti, dal primo all’ultimo.

Finalmente il marziano è andato via …

… dopo due lunghi anni di sofferenza, il marziano di Roma se n’è andato … per la gioia dei romani e della curia romana. Guai a dimenticarla quest’ultima!

Non se ne poteva più, davvero.

Ma ora, dopo la sua partenza, sono certo che a Roma si vedranno eventi miracolosi: niente più auto parcheggiate in doppia o tripla fila; niente più giardini ridotti a immondezzai; via le famigerate buche dalle strade capitoline.

Scompariranno i funamboli dei tornelli della metro, mentre la famosa “linea C” sarà inaugurata in pompa magna. I bus dell’ATAC riscopriranno le vie dell’Urbe, con una puntualità elvetica.

L’endemico problema della “monnezza” diventerà un semplice ricordo, sostituito da un riciclo degno da paese nordico e la “gggente” di Roma imparerà a fare la coda, in modo civile e composto.

Sì, era proprio tutta colpa del marziano di Roma, che non aveva capito le reali necessità di una città così complessa … e quanto mai affascinata dalla zona grigia tra legalità e illegalità.