Legittima difesa …

Fonte: sentenza della Corte di Cassazione del 3 luglio 2014 (il link è questo).

Secondo i giudici della Cassazione penale, perché sussista l’uso legittimo della forza da parte dell’aggredito in casa sua, devono sussistere TRE fondamentali condizioni:

  1. Attualità dell’offesa;
  2. inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o dell’altrui incolumità;
  3. proporzionalità della reazione da parte dell’aggredito\derubato (guai ad ammazzare con un coltello da cucina un ladro disarmato … no, non è elegante).

Sempre secondo la Cassazione è compito del magistrato “accertare sempre la sussistenza del pericolo attuale, dell’offesa ingiusta e della inevitabilità della reazione difensiva” in modo tale da appurare che “la reazione a difesa dei beni è legittima solo quando non vi sia desistenza (il ladro persiste nel suo intento criminale, vuole proprio derubarvi, ma guarda te!) e sussista un pericolo attuale per l’incolumità fisica dell’aggredito o di altri”.

E ancora: “il ricorrente, accortosi che i ladri stavano fuggendo a bordo della propria auto, invece di porre in atto la reazione estrema effettivamente realizzata, sparando ad altezza d’uomo a poco più di tre metri di distanza, avrebbe potuto porre in essere una condotta meno dannosa, quale l’esplosione di un colpo in aria a scopo intimidatorio o l’esplosione di un colpo indirizzato alle ruote dell’auto, ugualmente idonea a mettere in fuga i malviventi, compresi quelli eventualmente rimasti all’interno dell’abitazione. Al contrario, l’imputato ha scelto volontariamente di sparare al parabrezza dell’auto dal quale era chiaramente visibile – tenuto conto dell’illuminazione del faro che gli permetteva di vedere chiaramente la sagoma del guidatore – la persona che era alla guida”.

Insomma, detto in parole povere, il legislatore e la giurisprudenza richiedono … esigono da parte del cittadino aggredito una freddezza di comportamento e una reazione degni di un incursore di marina o di un SAS. Nel nostro caso, il derubato avrebbe dovuto o sparare in aria per far desistere il ladro oppure centrare il pneumatico. Invece, sfiga sua, ha centrato il “povero” e “inerme” ladro con un colpo in pieno petto.

Quello che mi preoccupa è la totale, assoluta, completa, incapacità dei magistrati di valutare con cognizione di causa il mondo reale. Infatti, pretendere la “esplosione di un colpo in aria a scopo intimidatorio” oppure “l’esplosione di un colpo indirizzato alle ruote dell’auto” significa aver visto troppi film polizieschi.

Solo nei film il bravo spara per ferire e riesce a centrare una moneta a dieci metri di distanza. Solo nei film il semplice fatto di sparare un colpo in aria mette in fuga i cattivi. Uhhhh … che paura!  Solo nei film, l’eroe di turno estrae la pistola e brandendola minaccia il cattivo di turno … che se la dà a gambe levate. Solo nei film …

Nel mondo reale, invece, si spara al grosso del bersaglio, perché in situazioni ad elevato stress emotivo (leggasi PAURA) semplicemente si “re-agisce” … soprattutto se si viene svegliati di soprassalto, in piena notte, da un numero indefinito di malviventi.

Solo i reparti speciali, come gli incursori di marina, i Navy Seal o i SAS britannici, possiedono l’addestramento adeguato per gestire al meglio le situazioni più intricate e pericolose. Ma questo avviene dopo aver sparato migliaia di colpi ogni settimana per mesi interi, fino a rendere automatici alcuni gesti che, altrimenti, non lo sarebbero.

Morale: se vi entrano i ladri in casa o vi rinchiudete in una stanza (dotata di porta blindata) oppure scappate a gambe levate. Reagire è vietato, anche con un banale mattarello.

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