Del cambiamento climatico …

… ore 11 del mattino;

… giorno 23 dicembre del 25 AC;

… nella piana alluvionale ricompresa, a est, dal torrente Buthier e a sud dalla Dora Baltea;

… gli “aruspices” tracciano con un aratro, trainato da un toro e da una mucca bianca, il solco perimetrale della futura città di Aosta.

Insomma, in pieno inverno, i romani vanno ad infilarsi in mezzo alle montagne e fondano pure una città!?!

Tuttavia la fondazione di Aosta fornisce dettagli interessanti sul clima di quel periodo storico:

  • Anche in pieno “inverno” il terreno non era gelato, tanto da permettere ad un aratro a trazione animale di incidere la terra;
  • Di sicuro le condizioni climatiche, favorevoli ad un insediamento umano anche in mezzo alle Alpi, erano note e date per consolidate oramai da tempo;
  • Tali condizioni rendevano transitabili per buona parte dell’anno il Colle del Gran San Bernardo e il Colle del Piccolo San Bernardo. Anche nella stagione “fredda”.

In tempi recenti, inoltre, sono stati rinvenuti ad una quota rilevante (intorno ai 2.400\2.500 s.l.m.) i resti di due insediamenti umani, a conferma delle particolari condizioni climatiche di quel periodo.

Ora, all’epoca non c’erano 7 e passa miliardi di esseri umani né attività industriali tali da “compromettere” l’equilibrio del clima. Eppure i dati storici indicano che la temperatura media all’epoca romana era più elevata della nostra.

Quindi?

Sicuri che l’attuale mutamento climatico non sia, nei fatti, che un normale e naturale meccanismo del nostro pianeta???

 

(I dati storici li trovate qui)

Emergenza neve …

… in Italia non la smettiamo di avere emergenze, anche quando queste sono la diretta conseguenza della cialtronaggine imperante. Come nel caso che segue …

Fonte: difesaonline.it (l’articolo lo trovate qui)

(…) L’esercito all’estero in soli due giorni riesce a ristabilire la viabilità. In Italia perché non è possibile?

Le forze armate in Italia, possono intervenire in concorso, solo e soltanto su richiesta della Prefettura interessata; ciò, perché sia “ratificato” lo stato di emergenza e soprattutto perché siano stabilite le indicazioni sulle risorse finanziarie.

Nell’attesa del documento della Prefettura, interviene subito la Protezione Civile, con i volontari e i nuclei di primo intervento. Persone fantastiche ma spesso non attrezzate per emergenze gravose come quella in atto. La Protezione Civile, quindi, è costretta a noleggiare i mezzi necessari da ditte private. Nel frattempo i nostri militari, tanti, addestrati e con i mezzi già in possesso, quelli giusti, sono pronti ma attendono la richiesta che il più delle volte arriva proprio quando ci sono i morti, ovvero quando è troppo tardi. (…)

Impossibile non imbelvirsi come una iena leggendo queste poche righe.

 

“Monte Bianco – sfida verticale” …

… di seguito alcuni scorci che il nuovo reality di RAI2 “Monte Bianco – sfida verticale” non ci ha fatto vedere e, temo, non ci farà vedere anche nelle prossime puntate.

La testata della Val Ferret, dove è posto il campo base del reality …IMG_0393

Sua maestà il Monte Bianco, appena sopra il Rif. Bertone …IMG_0406

La Val Veny con le Pyramides Calcaires, l’Aiguille Noire de Peuterey e il Monte Bianco …IMG_0391

Le Pyramides Calcaires e il versante ovest del Monte Bianco dal Col Chavanne …Col Chavanne Trail Magasine

Dalla RAI mi sarei aspettato di più, una maggiore attenzione alle inquadrature suggestive in grado di veicolare in pochi secondi emozioni e curiosità. Invece, niente: solo inquadrature dozzinali e riprese troppo “strette”. Nessuna panoramica delle due vallate e, peggio ancora, nessuna inquadratura per la presenza incombente del Monte Bianco.

La RAI è riuscita a fare un reality sul Bianco senza farlo vedere, se non di sfuggita nella sigla di apertura.

E se piove per 5 giorni?? …

… sin dalla prima edizione del Tor des Géants (2010) mi sono sempre posto due quesiti: ma se i concorrenti “beccano” la settimana sbagliata dal punto di vista meteo (5 giorni di pioggia e freddo), che succede? Quanti ne arrivano al traguardo di Courmayeur?

Ebbene, queste mie domande hanno trovato risposta quest’anno.

I concorrenti sono partiti sotto la pioggia; hanno trovato la neve sul Col Entrelor (3007 slm) e sul Col Loson (3296 slm) poi la nebbia e la pioggia tra il Sassa e Gressoney e ancora nebbia all’ultimo colle, il Malatrà (2925 slm). Insomma, una meteo da schifo.

Ne è venuto fuori una gara molto dura, ben oltre quanto si sarebbe potuto immaginare. Tant’è che il tempo impiegato dal primo è stato di 10 ore superiore al tempo record di Karrera del 2013 (70 ore ma il bel tempo …) e lui, come gli altri 5 giunti a Courmayeur, erano molto provati. Mai visto un vincitore vacillare per la stanchezza.

Di seguito alcune immagini per rendere l’idea delle condizioni …

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… in prossimità di La Thuile..

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… a Eaux Rousse, prima di affrontare il Col Loson con 30 cm. di neve …

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… Col Entrelor innevato. Più che scarpe da trail ci vanno gli scarponi d’alpinismo …

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… la nebbia del Malatrà … da paura!

Erano proprio le condizioni per lasciare in libertà (di giorno e di notte) circa 750 concorrenti, di cui solo una minima parte possedeva le sufficienti conoscenze e capacità alpinistiche, per affrontare con un minimo di sicurezza la gara?

Mah …

Sgarbo istituzionale ad alta quota …

… Martedì 23 giugno 2015 è stata inaugurata dal Presidente del Consiglio Renzi la nuova funivia per Punta Helbronner, meglio nota con il nome di “Skyway Monte Bianco”.

Tra i 170 invitati spiccavano per la loro assenza i cugini d’oltralpe. Nessuno era presente: il Prefetto, il Presidente della Regione Rhône-Alpes, i rappresentanti del “Conseil Départemental”, i Sindaci di Chamonix e Saint-Gervais e pure il Presidente della Società delle funivie di Chamonix. Tutti assenti ingiustificati.

Una spiegazione a questo comportamento, a dir poco scortese, la fornisce il quotidiano francese “Le Dauphiné” (articolo). I francesi se la sarebbero presa a male per la riuscita della nuova funivia (a quanto pare avrebbe anche gufato alla grande durante i lavori … sti rosiconi!) e alla concorrenza che questo avveniristico impianto farebbe ai loro interessi, soprattutto quelli di Chamonix.

Un vero sgarbo istituzionale ad alta quota, tra due Stati membri dell’Unione europea nonché fondatori della Comunità europea.

Dura lex, sed lex …

… Fonte: ANSA Aosta – 6 maggio 2014

“Anche i locali sulle piste da sci e i rifugi alpini pur non essendo raggiungibili con strade per veicoli a motore devono essere accessibili ai disabili. Lo stabilisce la Consulta, dichiarando l’illegittimità costituzionale della normativa della Valle d’Aosta che era volta, spiega il dirigente regionale Enrico Di Martino “a evitare investimenti onerosi per strutture non raggiungibili da disabili”.

L’attuazione dei loro diritti, secondo i giudici, è però di competenza statale.”

 

Il buon senso, che non si insegna a scuola o all’università, pare non albergare nelle menti raffinate degli estensori della sentenza. Certo, da un punto di vista meramente formale, hanno ragione ad evidenziare che l’attuazione dei diritti dei disabili rientra nella competenza dello Stato e non della Regione … ma a quasi 4000 metri (Rif. Quintino Sella al Felik – 3585 m.), l’accesso ad un  Rifugio risulta già impegnativo per i normodotati … per i disabili è impossibile.

Non parliamo, poi, di casi estremi, come ad esempio il Rifugio Regina Margherita (4559 m) il cui accesso risulta essere una vera e propria ascensione in alta quota …

Regina Margherita 2

Regina Margherita 1