Eliminare la burocrazia …

… Fonte: RAINews (l’articolo è questo)

Le riforme non rappresentano “un attacco alla democrazia”, ma “un attacco alla burocrazia” … dice il pataccaro di Firenze

Esistono due modi semplici, diretti ed efficaci al 100% per eliminare (o anche ridurre) la burocrazia.

Uno: scrivere (finalmente) i testi di legge con la testa e non con i piedi (alcuni potrebbero suggerire altre parti anatomiche, meno nobili …). Il burocrate (spacciato come anomala mostruosità tutta italica e responsabile di ogni evento negativo) non può fare altro che APPLICARE quanto i parlamentari scrivono. Se questi predispongono paginate intere di brodaglia incomprensibile il risultato non potrà essere che uno solo: CONFUSIONE.

Due: per semplificare (verbo molto in voga tra i politici che, come al solito, parlano senza cognizione di causa …) basta solo applicare un principio elementare e di facile accesso anche alle menti meno raffinate o meno reattive.

SEMPLIFICARE significa TOGLIERE

SEMPLIFICARE significa CANCELLARE

SEMPLIFICARE significa DIMINUIRE

Eppure i nostri parlamentari sistematicamente fraintendono il verbo semplificare. Per loro, infatti, “semplificare significa aggiungere” con i risultati catastrofici che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.

Ogni volta che un politico parla di semplificare, i fatti dimostrano che avviene l’esatto contrario.

Quindi la riforma della Costituzione (meglio nota come schiforma) non ha alcun nesso con l’esistenza della burocrazia. Esiste solo nella mente del venditore di fumo, del pataccaro di Firenze.

Dei tagli alla Sanità …

… esempio chiaro circa le conseguenze operative dei tagli fatti alla Sanità.

Ospedale “Umberto Parini” di Aosta, reparto di medicina generale 1 e 3. Degenti presenti circa trenta persone, disposte lungo 2 corridoi.

Presenza notturna di infermieri: 1

Presenza notturna di Operatori Sanitari: 0 (zero)

Presenza notturna di medici: 0 (zero). Risulta presente solo un medico di guardia, che copre vari reparti.

Domanda: cosa succede se, per disgrazia, più pazienti necessitano un intervento immediato da parte dell’unico infermiere? Chi viene trattato per primo?

Sì al “burqini” in ItaGlia …

… Fonte: Il Fatto Quotidiano (l’articolo lo trovate qui)

Il ministro (volutamente in minuscolo) Alfano: “La nostra Costituzione garantisce a tutti la libertà di culto” e un divieto “sarebbe una provocazione” e ancora “Da noi approccio costituzionale, liberale e severo. Espelliamo chi è pericoloso”.

Wow! Gli islamisti radicali stanno già tremando …

Ma cosa dice la nostra Costituzione?

Art. 3 – comma 1

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

 

Art. 8 – comma 2

“Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.”

 

… fate un po’ voi, ma a mio avviso non vi è spazio per il “burqini”, come per il velo o il burqa.

A meno che non si intenda che l’uomo sia (naturalmente) superiore alla donna, l’applicazione della “sharia” contrasta con il principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 – comma 1 della Costituzione.

Il petrolio di Renzi …

… Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno (l’articolo è questo)

“Siamo in una forte crisi energetica e non estraiamo in petrolio che c’è in Basilicata in Sicilia. Io – ha tuonato Renzi – la norma per tirar su il petrolio la faccio, anzi l’ho già fatta. Potrò perdere qualche voto ma creeremo nuovi posti di lavoro”

Applicando lo stesso ragionamento, ci dovremmo chiedere perché importiamo olio d’oliva dalla Tunisia quando noi stessi ne siamo i principali produttori?

Oppure, perché lasciamo marcire i nostri agrumi in Sicilia e poi li importiamo dal Marocco o dalla Spagna?

Perché in questi due casi il pataccaro di Firenze non adotta lo stesso ragionamento che applica per le trivelle? Che i posti di lavoro (persi) nel settore agricolo siano meno importanti di quelli del petrolio?

Strano concetto di democrazia …

… fonte: La Repubblica.it – 26 aprile 2015

“L’affondo del premier sull’Italicum, pronti quattro voti di fiducia e tempi contingentati: Basta giochetti”.

Stiamo veleggiando, oramai da tempo, sempre più lontano dal concetto stesso di democrazia. Abbiamo un Presidente del Consiglio NON ELETTO (non sarebbe male ricordarselo più sovente …) che IMPONE al Parlamento una legge elettorale di suo personale gradimento.

L’imposizione del testo di legge avviene con l’ausilio del voto di fiducia e del contingentamento dei tempi di discussione.

Peccato che l’articolo 72 – comma 4 della Costituzione stabilisca che “La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.”

Traduzione: niente voti di fiducia e niente contingentamento dei tempi di discussione.

Strano concetto di democrazia quello del pataccaro di Firenze …

L’operazione “Triton” NON è l’operazione “Mare nostrum” …

… non facciamoci fregare dalle frasi pronunciate subito dopo il Consiglio europeo straordinario. Il “passo in avanti” non esiste e l’Italia, come prima, sarà da sola a gestire le ondate di migranti.

Le navi militari in più come l’aumento dei fondi destinati all’operazione “Triton” non ne hanno cambiato la natura: operazione di sola vigilanza era e operazione di sola vigilanza rimane. Si tratta di un mero controllo delle frontiere. Non per niente, le navi dovranno ancora rispettare il limite delle 30 miglia nautiche. Questo perché Triton NON è una operazione di salvataggio come lo era “Mare nostrum”, come alcuni invece vorrebbero farci credere.

Infographie l'argent des passeurs

Fonte: Le Nouvel Observateur