In Olanda il populismo non è passato …

… da giovedì mattina, a reti unificate, i nostri prodi ripetitori del pensiero unico ci stanno spiegando che, dalle urne olandesi, è uscito bastonato il populismo.

Wow!!

… ma è proprio così?

Su questo ottimo blog (http://prospettivearancioni.blogspot.it/) l’analisi che viene fatta diverge e non poco da quello che viene venduto come “LA Vera Verità”.

“Da tutto questo il paese esce, checché ne dicano i nostri giornalisti e politicanti amanti dell’Europa unita, della tolleranza (?) e del progresso (?), decisamente spostato a destra. Impossibile negare l’evidenza: pur non avendo conquistato i consensi che la propaganda mediatica gli ha attribuito in tutti sondaggi fino a pochi giorni fa, convincendo i timorosi ad esprimersi contro di lui, Geert Wilders ha influenzato l’agenda politica di tutte le forze politiche e costretto il suo principale antagonista ad affrontare temi che avrebbe volentieri lasciato nel cassetto.

In questo quadro simpaticamente variopinto il vero problema, adesso, sarà formare un governo…”

Le banlieue francesi …

Nelle banlieue francesi, le donne non possono sedersi al Bar e bere qualcosa senza incorrere nelle ire degli uomini presenti. Il Bar è SOLO per gli uomini e le donne vengono allontanate anche in malo modo.

Nelle banlieue più radicalizzate, poliziotti, pompieri e il 118 sono accolti con lanci di pietre, bocce, bidet, cessi, frigo e qualunque altro oggetto possa essere lanciato dai tetti.

Nelle banlieue francesi sono tante le donne che portano il velo, se non il niqab, perché così vuole il loro consorte, fratello o padre. Se interrogate, rispondono che si sentono libere e che è stata una loro decisione.

Nelle banlieue francesi le ragazze non possono più vestirsi come vorrebbero (men che meno indossare vestiario attillato) pena essere trattate di “zoccole” o “puttane” da chiunque (uomo) le incroci per strada. Il movimento “Ni putes ni soumises” nasce proprio da questo.

In alcune banlieue, i trasporti pubblici hanno modificato gli orari dell’ultima corsa o persino l’itinerario stesso: troppo pericoloso per l’autista guidare oltre una certa ora.

Nelle banlieue, i giovani delinquenti regolano i conti a suon di AK47, mentre ai poliziotti è caldamente suggerito dai piani alti del governo (leggasi l’Eliseo) di non provocare inutilmente (sic!) i suddetti energumeni.

Ai poliziotti della BAC (Brigade Anti Criminalité) sono stati dati fucili d’assalto dopo gli attentati di Parigi … ma devono essere riposti, al sicuro, nel bagagliaio delle auto civetta e possono essere impiegati solo se la situazione lo richiede. I delinquenti delle banlieue, invece, dispongono di veri arsenali e non hanno restrizioni né assurde regole d’ingaggio da rispettare. Sparano e basta.

Le banlieue sono zone extraterritoriali, in cui viene applicata un altro tipo di legge: quello del più forte. Il governo francese latita oramai da tempo e tutti sanno chi è il vero capo del quartiere.

Hollande ha visitato il giovane Théo in ospedale, ma non ha fatto altrettanto con i poliziotti bruciati nella loro auto da una molotov lanciata dai teppisti di una banlieue.

Mi fermo qui, perché la lista è lunga quanto la coda di paglia di chi avrebbe dovuto arginare questo problema e non lo ha fatto. Anche ricoprendo la carica di Presidente della Repubblica … e non parlo  solo dell’ultimo (in modo assoluto il più catastrofico, inetto, inutile, insulso), ma anche dei suoi predecessori.

La situazione nelle banlieue francesi è (quasi) fuori controllo, ma eccetto le forze dell’ordine nessuno se ne cura. Men che meno i politici, con poche eccezioni.

Herr Weidmann …

… Fonte: ilsole24ore (l’articolo è questo)

“Weidmann sull’Italia: deficit e competitività, aspettative deluse”

A parte un sonoro “VAFFANCULO”, ricorderei a Herr Weidmann i seguenti dati sul deficit della Spagna e della Francia (dati reperibili qui):

Anno Spagna Italia Francia
2008 4,4%  2,7%  3,2%
2009 11%  5,3%  7,2%
2010  9,4%  4,2%  6,8%
2011  9,5%  3,5%  5,1%
2012  10,4%  2,9%  4,8%
2013  6,9%  2,9%  4%
2014  5,9%  3%  4%
2015  5,1%  2,6%  3,6%

Dove sono le aspettative deluse per il deficit?

Herr Weidmann, però, ha occhi solo per l’italia e continua a riversare su di noi la sua bile, con la complicità di chi DOVREBBE tutelarci. Risulta, infatti, incomprensibile il silenzio del governo e delle principali cariche istituzionali: non hanno mai nulla da eccepire alle critiche mosse da Weidmann. Mai una volta che alzino il ditino, mai.

Immaginate se il Governatore della Banca d’Italia rilasciasse dichiarazioni alla stampa TeutoniKa circa l’immane voragine di derivati che Deutsche Bank custodisce gelosamente: sarebbe zittito in un millesimo di secondo da Frau Merkel. Senza tanti convenevoli gli farebbero capire di farsi i santissimi suoi.

Ora, perché questo non avviene da noi, pur disponendo di dati in nostra difesa? Dobbiamo per forza pensare male delle nostre cariche istituzionali? Dobbiamo per forza ritenere che queste non tutelino gli interessi dell’Italia e dei suoi cittadini volontariamente? Che tale comportamento sia la conseguenza di accordi segreti e inconfessabili? Dobbiamo proprio pensarlo? Hum …

Obama il bombarolo …

(…) Sette anni dopo che gli è stato conferito il Premio Nobel per la Pace per i suoi “straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli” nonostante fosse in carica da meno di un anno e non avesse ancora raggiunto alcun risultato diplomatico tangibile, il presidente Obama si accinge a lasciare la Casa Bianca dopo aver sganciato, nel solo 2016, ben 26.171 bombe su paesi stranieri in giro per il mondo (3.027 bombe in più rispetto al 2015). (…)

2 6 1 7 1

… 26.171  bombe significa una media di 71 al giorno, domeniche comprese.

Ma l’uomo cattivo è Trump …

 

Trovate qui l’articolo originale in inglese.

Del cambiamento climatico …

… ore 11 del mattino;

… giorno 23 dicembre del 25 AC;

… nella piana alluvionale ricompresa, a est, dal torrente Buthier e a sud dalla Dora Baltea;

… gli “aruspices” tracciano con un aratro, trainato da un toro e da una mucca bianca, il solco perimetrale della futura città di Aosta.

Insomma, in pieno inverno, i romani vanno ad infilarsi in mezzo alle montagne e fondano pure una città!?!

Tuttavia la fondazione di Aosta fornisce dettagli interessanti sul clima di quel periodo storico:

  • Anche in pieno “inverno” il terreno non era gelato, tanto da permettere ad un aratro a trazione animale di incidere la terra;
  • Di sicuro le condizioni climatiche, favorevoli ad un insediamento umano anche in mezzo alle Alpi, erano note e date per consolidate oramai da tempo;
  • Tali condizioni rendevano transitabili per buona parte dell’anno il Colle del Gran San Bernardo e il Colle del Piccolo San Bernardo. Anche nella stagione “fredda”.

In tempi recenti, inoltre, sono stati rinvenuti ad una quota rilevante (intorno ai 2.400\2.500 s.l.m.) i resti di due insediamenti umani, a conferma delle particolari condizioni climatiche di quel periodo.

Ora, all’epoca non c’erano 7 e passa miliardi di esseri umani né attività industriali tali da “compromettere” l’equilibrio del clima. Eppure i dati storici indicano che la temperatura media all’epoca romana era più elevata della nostra.

Quindi?

Sicuri che l’attuale mutamento climatico non sia, nei fatti, che un normale e naturale meccanismo del nostro pianeta???

 

(I dati storici li trovate qui)

Emergenza neve …

… in Italia non la smettiamo di avere emergenze, anche quando queste sono la diretta conseguenza della cialtronaggine imperante. Come nel caso che segue …

Fonte: difesaonline.it (l’articolo lo trovate qui)

(…) L’esercito all’estero in soli due giorni riesce a ristabilire la viabilità. In Italia perché non è possibile?

Le forze armate in Italia, possono intervenire in concorso, solo e soltanto su richiesta della Prefettura interessata; ciò, perché sia “ratificato” lo stato di emergenza e soprattutto perché siano stabilite le indicazioni sulle risorse finanziarie.

Nell’attesa del documento della Prefettura, interviene subito la Protezione Civile, con i volontari e i nuclei di primo intervento. Persone fantastiche ma spesso non attrezzate per emergenze gravose come quella in atto. La Protezione Civile, quindi, è costretta a noleggiare i mezzi necessari da ditte private. Nel frattempo i nostri militari, tanti, addestrati e con i mezzi già in possesso, quelli giusti, sono pronti ma attendono la richiesta che il più delle volte arriva proprio quando ci sono i morti, ovvero quando è troppo tardi. (…)

Impossibile non imbelvirsi come una iena leggendo queste poche righe.