Sì al “burqini” in ItaGlia …

… Fonte: Il Fatto Quotidiano (l’articolo lo trovate qui)

Il ministro (volutamente in minuscolo) Alfano: “La nostra Costituzione garantisce a tutti la libertà di culto” e un divieto “sarebbe una provocazione” e ancora “Da noi approccio costituzionale, liberale e severo. Espelliamo chi è pericoloso”.

Wow! Gli islamisti radicali stanno già tremando …

Ma cosa dice la nostra Costituzione?

Art. 3 – comma 1

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

 

Art. 8 – comma 2

“Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.”

 

… fate un po’ voi, ma a mio avviso non vi è spazio per il “burqini”, come per il velo o il burqa.

A meno che non si intenda che l’uomo sia (naturalmente) superiore alla donna, l’applicazione della “sharia” contrasta con il principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 – comma 1 della Costituzione.

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Legittima difesa …

Fonte: sentenza della Corte di Cassazione del 3 luglio 2014 (il link è questo).

Secondo i giudici della Cassazione penale, perché sussista l’uso legittimo della forza da parte dell’aggredito in casa sua, devono sussistere TRE fondamentali condizioni:

  1. Attualità dell’offesa;
  2. inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o dell’altrui incolumità;
  3. proporzionalità della reazione da parte dell’aggredito\derubato (guai ad ammazzare con un coltello da cucina un ladro disarmato … no, non è elegante).

Sempre secondo la Cassazione è compito del magistrato “accertare sempre la sussistenza del pericolo attuale, dell’offesa ingiusta e della inevitabilità della reazione difensiva” in modo tale da appurare che “la reazione a difesa dei beni è legittima solo quando non vi sia desistenza (il ladro persiste nel suo intento criminale, vuole proprio derubarvi, ma guarda te!) e sussista un pericolo attuale per l’incolumità fisica dell’aggredito o di altri”.

E ancora: “il ricorrente, accortosi che i ladri stavano fuggendo a bordo della propria auto, invece di porre in atto la reazione estrema effettivamente realizzata, sparando ad altezza d’uomo a poco più di tre metri di distanza, avrebbe potuto porre in essere una condotta meno dannosa, quale l’esplosione di un colpo in aria a scopo intimidatorio o l’esplosione di un colpo indirizzato alle ruote dell’auto, ugualmente idonea a mettere in fuga i malviventi, compresi quelli eventualmente rimasti all’interno dell’abitazione. Al contrario, l’imputato ha scelto volontariamente di sparare al parabrezza dell’auto dal quale era chiaramente visibile – tenuto conto dell’illuminazione del faro che gli permetteva di vedere chiaramente la sagoma del guidatore – la persona che era alla guida”.

Insomma, detto in parole povere, il legislatore e la giurisprudenza richiedono … esigono da parte del cittadino aggredito una freddezza di comportamento e una reazione degni di un incursore di marina o di un SAS. Nel nostro caso, il derubato avrebbe dovuto o sparare in aria per far desistere il ladro oppure centrare il pneumatico. Invece, sfiga sua, ha centrato il “povero” e “inerme” ladro con un colpo in pieno petto.

Quello che mi preoccupa è la totale, assoluta, completa, incapacità dei magistrati di valutare con cognizione di causa il mondo reale. Infatti, pretendere la “esplosione di un colpo in aria a scopo intimidatorio” oppure “l’esplosione di un colpo indirizzato alle ruote dell’auto” significa aver visto troppi film polizieschi.

Solo nei film il bravo spara per ferire e riesce a centrare una moneta a dieci metri di distanza. Solo nei film il semplice fatto di sparare un colpo in aria mette in fuga i cattivi. Uhhhh … che paura!  Solo nei film, l’eroe di turno estrae la pistola e brandendola minaccia il cattivo di turno … che se la dà a gambe levate. Solo nei film …

Nel mondo reale, invece, si spara al grosso del bersaglio, perché in situazioni ad elevato stress emotivo (leggasi PAURA) semplicemente si “re-agisce” … soprattutto se si viene svegliati di soprassalto, in piena notte, da un numero indefinito di malviventi.

Solo i reparti speciali, come gli incursori di marina, i Navy Seal o i SAS britannici, possiedono l’addestramento adeguato per gestire al meglio le situazioni più intricate e pericolose. Ma questo avviene dopo aver sparato migliaia di colpi ogni settimana per mesi interi, fino a rendere automatici alcuni gesti che, altrimenti, non lo sarebbero.

Morale: se vi entrano i ladri in casa o vi rinchiudete in una stanza (dotata di porta blindata) oppure scappate a gambe levate. Reagire è vietato, anche con un banale mattarello.

E se piove per 5 giorni?? …

… sin dalla prima edizione del Tor des Géants (2010) mi sono sempre posto due quesiti: ma se i concorrenti “beccano” la settimana sbagliata dal punto di vista meteo (5 giorni di pioggia e freddo), che succede? Quanti ne arrivano al traguardo di Courmayeur?

Ebbene, queste mie domande hanno trovato risposta quest’anno.

I concorrenti sono partiti sotto la pioggia; hanno trovato la neve sul Col Entrelor (3007 slm) e sul Col Loson (3296 slm) poi la nebbia e la pioggia tra il Sassa e Gressoney e ancora nebbia all’ultimo colle, il Malatrà (2925 slm). Insomma, una meteo da schifo.

Ne è venuto fuori una gara molto dura, ben oltre quanto si sarebbe potuto immaginare. Tant’è che il tempo impiegato dal primo è stato di 10 ore superiore al tempo record di Karrera del 2013 (70 ore ma il bel tempo …) e lui, come gli altri 5 giunti a Courmayeur, erano molto provati. Mai visto un vincitore vacillare per la stanchezza.

Di seguito alcune immagini per rendere l’idea delle condizioni …

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… in prossimità di La Thuile..

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… a Eaux Rousse, prima di affrontare il Col Loson con 30 cm. di neve …

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… Col Entrelor innevato. Più che scarpe da trail ci vanno gli scarponi d’alpinismo …

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… la nebbia del Malatrà … da paura!

Erano proprio le condizioni per lasciare in libertà (di giorno e di notte) circa 750 concorrenti, di cui solo una minima parte possedeva le sufficienti conoscenze e capacità alpinistiche, per affrontare con un minimo di sicurezza la gara?

Mah …

Le menzogne sulla Grecia …

… (…) I greci sono sfaticati e lavorano poco;

I greci vanno in pensione a 50 anni;

Lo Stato greco spende più di quanto incassa;

La Grecia non ha fatto le “riforme”;

Se la Grecia andasse incontro ad un default e successivamente uscita dall’euro (sostanzialmente accordo di cambi fissi) andrebbe verso un terreno inesplorato, un evento mai accaduto nella storia;

La Grecia si è indebitata per fare spesa pubblica allegra;

Con la possibile vittoria del NO al referendum di domenica 5 luglio e l’ipotetica uscita di Atene dall’area euro, si sta verificando una fuga dei capitali;

L’Europa ha dato liquidità per “salvare” i greci. (…)

Tutto vero? …No, tutto manipolato per dare la stura al livore di ognuno di noi. Se siete curiosi di capire, leggete questo post di “scenarieconomici.it”. Sono 5 minuti spesi bene.

Quale Stato membro dell’Unione europea …

… quale Stato membro dell’Unione europea non ha, nel passato, onorato i propri debiti ( e che debiti) ???

Lo stesso Stato che, oggi, dispensa odiose lezioncine di contabilità domestica alla Grecia.

Sì, è proprio lei … la Germania di Angelina Merkel.

Non solo la Germania non ha pagato i propri debiti ma, nel 1953, si vide azzerare il proprio colossale debito.

Esattamente “Gli Stati Uniti e altri 20 Paesi (tra cui la Grecia e l’Italia) decidono allora di chiudere un occhio con Bonn, procedendo a «rinunce volontarie» di parte dei propri crediti. E’ quello il momento in cui vengono gettate le basi del miracolo economico tedesco, lo “wirtschaftswunder”  come scritto da questo articolo de “ilsole24ore.com”.

Allora, cara Angelina, perché così tanto accanimento contro uno Stato sovrano (Grecia) il cui PIL corrisponde a circa il 2% di quello dell’intera Unione europea? Perché ti risulta così arduo applicare quanto altri fecero tempo addietro ai tuoi concittadini?

Se non fosse stato per quel miracoloso azzeramento del debito, a questa ora ci sarebbero ancora 2 Germanie … e forse non sarebbe un male.

Tribunale di Milano …

… cosa dobbiamo pensare di uno Stato che delega ad un privato la gestione della sicurezza dei tribunali? Che è uno Stato furbo? competente? parsimonioso? responsabile?

Cosa dobbiamo pensare di uno Stato che, invece, mantiene la presenza delle forze di polizia nelle sedi del potere esecutivo e legislativo? Perché non si è privatizzata anche qui la gestione della sicurezza? Perché la paura “fa novanta”???

E se invece …

… e se invece di aiutare, come da 5 anni a questa parte è stato fatto, sempre e solo le “povere” banche con QE (quantitative easing)  e altri artifizi finanziari, si decidesse di porre al centro dell’azione della Commissione europea le persone, ossia i cittadini europei?

Sarebbe troppo rivoluzionario?

Eppure l’art. 9 del TFUE recita così:

“Nella definizione e nell’attuazione delle sue politiche e azioni, l’Unione tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un’adeguata protezione sociale, la lotta contro l’esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana.”